Osteopenia e osteoporosi, l’importanza dell’azione preventiva

i 3 fattori su cui concentrarsi per prevenire osteopenia, osteoporosi e OSO

Che cosa sono osteoporosi e osteopenia che differenza c’è tra questi due problemi? Come affrontarli? Partiamo dalle definizioni.

Con osteopenia si fa riferimento a una condizione ossea in cui vi è una densità minerale al di sotto dei valori di normalità. Essa non può considerarsi osteoporosi manifesta.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’osteoporosi “come un disordine scheletrico generalizzato caratterizzato dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo che induce un’aumentata fragilità ossea, con un conseguente aumento del rischio di frattura”

Le regioni ossee più frequentemente coinvolte sono l’anca, la colonna vertebrale toracica e lombare, il polso e la spalla. Molto spesso questo impoverimento progressivo dell’osso si verifica senza sintomi.. Se non vengono eseguiti esami specifici, tale disturbo viene frequentemente diagnosticato in occasione di una frattura, che può derivare da un trauma di lieve entità.

 

Differenza tra osteoporosi, osteopenia e obesità osteosarcopenica e come contrastarle

Mentre con osteoporosi e osteopenia si fa riferimento esclusivamente al sistema osseo, queste ultime, in base a studi recenti, sono valutabili in un quadro più ampio di alterazioni della composizione corporea. Facendo ciò si va a controllare anche i parametri del muscolo e del tessuto adiposo. In questa visione d’insieme è stata delineata una nuova sindrome definita come obesità osteosarcopenica (OSO). Essa è caratterizzata dalla concomitante perdita della massa ossea, massa muscolare e dall’aumento del tessuto adiposo bianco, in particolare quello ectopico come l’IMAT (tessuto adiposo intermuscolare).

L’OSO ha cause multi-fattoriali, può svilupparsi a causa della presenza di sovrappeso perpetuata da un’infiammazione cronica di basso grado, da stress cronico, presenza di MUS- Medically Unexplained Symptoms. Può derivare a una inadeguata dieta, di un errato stile di vita o come conseguenza di alcune condizioni croniche come il cancro, il diabete e altre malattie che possono causare uno squilibrio neuroimmunoendocrino, portando ad alterazioni nella composizione corporea.

Il dato più interessante, e anche più confortante, è che l’osteoporosi così come l’OSO si possono prevenire e gestire con interventi relativamente semplici e poco costosi di educazione sanitaria, alimentare e fisico-motoria. Gli sforzi per prevenire la perdita ossea dovrebbero iniziare con una corretta educazione che preveda uno stile di vita sano, l’esercizio fisico e l’assunzione di calcio, magnesio e vitamina D.

Attività fisica contro osteopenia, osteoporosi e OSO

È noto che l’attività fisica è in grado di migliorare la struttura ossea durante tutto l’arco della vita.

In particolare, l’attività fisica è importante, soprattutto se iniziata durante l’adolescenza. Questa è utile per mantenere un buon tono muscolare e accrescere la coordinazione e il senso dell’equilibrio. Costruire delle ossa sane e robuste già durante gli anni dell’adolescenza, per poi proseguire per tutta la vita tenendo sotto controllo i fattori di rischio e adottando tutte le misure che favoriscano la salute dell’osso, protegge dall’osteoporosi.

Diversi studi su donne in post-menopausa hanno dimostrato incrementi del minerale osseo in risposta all’High Intensity Interval Training (HIIT). Ciò ha portato a definire quali sono le caratteristiche che deve avere l’esercizio fisico per essere efficace. Deve essere dinamico e non statico, superare l’intensità soglia, deve essere relativamente breve ma intermittente, imporre un carico non usuale sulle ossa, essere supportato da un sufficiente introito energetico e da un adeguato apporto di calcio e colecalciferolo (vitamina D3). Soprattutto dopo la menopausa, l’efficacia degli esercizi, volti al miglioramento della struttura ossea, dipende in larga misura dall’adeguata disponibilità di calcio nella dieta.

Altri studi hanno rivelato che il tasso di perdita del minerale osseo può essere rallentato dall’attività fisica in carico, anche in soggetti anziani. Pertanto dovrebbero essere prescritti dei protocolli specifici di attività fisica per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi e per la salute generale dell’apparato osseo.

Più in generale, l’attività fisica è necessaria per migliorare e mantenere il benessere psico-fisico a qualsiasi età. Nello specifico, per la sindrome dell’obesità osteosarcopenica (OSO), l’attività fisica è necessaria per mantenere o migliorare la densità del minerale osseo, per mantenere la forza e la qualità muscolare, per migliorare l’equilibrio, ridurre l’adiposità e l’infiammazione.

 

Nutrizione, supplementazione e stili di vita

Studi effettuati sulla popolazione occidentale hanno chiarito quali sono le abitudini alimentari scorrette che causano un peggioramento della struttura ossea. La dieta occidentale predilige l’assunzione di cibi trasformati, ad alto contenuto energetico con uno scarso consumo di fibra alimentare.

Nel tempo questo può portare:

  • a una disregolazione metabolica che causa la perdita di tessuto osseo e di massa muscolare,
  • aumento dell’adiposità,
  • resistenza all’insulina,
  • insorgere dell’infiammazione cronica di basso grado che è alimentata anche dall’assunzione di cibi con elevato rapporto di omega-6 rispetto agli acidi grassi omega-3 (EPA+DHA).

L’assunzione di alimenti trasformati e poveri in sostanze funzionali determina una diminuzione dell’assunzione di nutrienti necessari per mantenere e sviluppare ossa e muscoli come le proteine, il calcio, il magnesio e la vitamina D.

Si è riscontrato che diete povere di calcio possono aumentare l’1,25-diidrossivitamina D (calcitriolo) circolante che è in grado di stimolare la formazione di tessuto adiposo. Inoltre un ridotto introito energetico e in particolare l’assunzione ridotta di proteine, possono causare perdita di massa muscolare.

Le buone abitudini alimentari per non rischiare malattie croniche quali osteoporosi osteopenia e OSO

In generale, vi sono molteplici accorgimenti generali che aiutano a contrastare l’osteoporosi. Seguire una dieta ricca di frutta e verdura, assumere un adeguato apporto di calcio e magnesio, limitare l’assunzione di sale (NaCl), esporsi ogni giorno al sole (per almeno 10 minuti) per avere una produzione ottimale di vitamina D.

Per quanto riguarda gli acidi grassi polinsaturi, sono ben noti gli effetti benefici degli acidi grassi omega-3 sulla salute. L’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), in particolare, hanno mostrato promuovere la formazione ossea e ridurre gli effetti negativi dell’adiposità sull’osso.

Attenzione: la combinazione di una ridotta assunzione di proteine, la carenze di calcio, magnesio e potassio associata ad un eccesso di carboidrati e sodio può essere associata alla sindrome dell’obesità osteosarcopenica.

A queste buone pratiche, si devono aggiungere: smettere di fumare, moderare l’assunzione di bevande alcoliche, sottoporsi a esami clinici quando indicato.

 

Infine, fare regolare prevenzione con semplici test come la BIA-ACC per conoscere il grado di osteopenia/osteoporosi attraverso l’analisi della composizione corporea. Questa analisi non invasiva permette di avere una visione completa delle possibili alterazioni della massa ossea, muscolare e della massa grassa al fine di attuare le migliori strategie nutrizionali, di supplementazione e fisico-motorie.

 

La supplementazione di vitamina D, calcio e magnesio

La supplementazione può far molto in termini di prevenzione. Per esempio, Melcalin Bone di BioTekna è un supplemento che contiene vitamina D, calcio e magnesio. L’associazione dei due minerali con la vitamina D è stata studiata per avere un’azione sinergica dei diversi componenti utile a mantenere e una buona struttura ossea e a evitare l’impoverimento del tessuto scheletrico. In linea generale, alcune indicazioni di assunzione di nutrienti possono essere le seguenti: vitamina D (800 UI/giorno con livelli sierici superiori a 20 ng/mL), calcio (1200 mg/giorno),  proteine (oltre 1 g/kg/giorno in base alle esigenze nutrizionali e alle condizioni mediche), omega-3 (almeno 1 g/giorno).

Il magnesio

Circa il 60% del magnesio nel corpo umano si trova nello scheletro. Uno stretto controllo nell’omeostasi del magnesio sembra essere di fondamentale importanza per l’integrità ossea.

Sulla base di studi sperimentali ed epidemiologici si è riscontrato che la carenza di magnesio ha effetti dannosi sulle ossa. La sua carenza porta allo sviluppo dell’osteoporosi perché il minerale svolge un’azione diretta sulla formazione dei cristalli ossei e un’azione indiretta influendo sulla secrezione e sull’attività dell’ormone paratiroideo. Inoltre, la sua carenza contribuisce a promuovere l’insorgenza dell’infiammazione di basso grado.

Studi recenti suggeriscono che l’integrazione di magnesio contribuisce ad aumentare la densità ossea e ad arrestare la perdita dell’osso nell’ 80% dei soggetti con osteoporosi. Altri studi confermano la tesi secondo la quale il meccanismo attraverso cui la carenza di magnesio aggrava l’osteoporosi è di natura multifattoriale dovuta sia alla sua influenza sul pH del liquido extracellulare, sia alla sua presenza in sistemi enzimatici magnesio-dipendenti fondamentali nella formazione della vitamina D.

La vitamina D

La vitamina D è una vitamina solubile nei lipidi e ha una struttura steroidea. La principale funzione biologica di questa vitamina è quella di mantenere le concentrazioni sieriche di calcio e fosforo entro il normale range e di promuovere la mineralizzazione dello scheletro.

La fonte principale di vitamina D è rappresentata dalla sua sintesi nella pelle grazie all’esposizione al sole. La maggior parte dei cibi non contengono vitamina D. Gli alimenti arricchiti con vitamina D ne contengono una quantità variabile pertanto l’assunzione con l’alimentazione non può rappresentare l’unica fonte di vitamina D.

Si è appurato che la carenza di vitamina D è una delle principali cause delle malattie del metabolismo osseo in pazienti anziani. La carenza di vitamina D non solo provoca osteomalacia, ma può anche aggravare l’osteoporosi.

L’attività della vitamina D è complessa dal momento che svolge sia un’azione diretta che indiretta sul tessuto osseo. Le cellule dell’osso e quelle della cartilagine contribuiscono alla formazione e al mantenimento dello scheletro. Esse sono sensibili ai livelli ematici di calcio, fosfato e vitamina D, elementi necessari per la formazione ossea.

Va sottolineato il legame tra carenza di vitamina D e aumentato rischio di fratture. La carenza di tale vitamina riduce la capacità di assorbire quantità adeguate di calcio. Determina poi una diminuzione della forza muscolare. Essa  causa, a sua volta, una diminuita stabilità del soggetto. Il muscolo, infatti, contiene recettori per la vitamina D, che possono portare a un aumento della forza muscolare e a un miglioramento della stabilità soprattutto quando questa viene somministrata insieme al calcio. La conferma deriva da ricerche che hanno dimostrato come la supplementazione con vitamina D sia stata in grado di migliorare la funzione muscolo-scheletrica.

Il calcio

Il calcio è un nutriente essenziale che è coinvolto nella maggior parte dei processi metabolici. È presente nei sali di fosfato (idrossiapatite) che forniscono rigidità meccanica alle ossa e ai denti. Il calcio nello scheletro ha il ruolo aggiuntivo di agire come riserva per soddisfare le esigenze metaboliche del corpo in stati di carenza.

La sua carenza in soggetti in crescita può mettere in pericolo lo sviluppo e ritardare il consolidamento dello scheletro. Negli adulti può provocare la mobilitazione del minerale dall’osso e successivamente può portare all’osteoporosi. Il bisogno di assumere calcio dipende, dunque, dalle diverse fasi della vita con maggiore necessità durante l’infanzia e l’adolescenza, la gravidanza, l’allattamento e nei soggetti anziani. La supplementazione in donne nel periodo post-menopausa e negli anziani ha dimostrato ridurre il tasso di perdita di densità minerale ossea.

Il calcio e il fosfato nella dieta possono in qualche misura compensare la carenza di vitamina D. A sua volta, la vitamina D può compensare le carenze di calcio e fosfato.

Le relazioni tra i minerali e la vitamina D

Il magnesio è essenziale per il normale funzionamento delle ghiandole paratiroidee, per il metabolismo della vitamina D e per avere un’adeguata sensibilità dei tessuti bersaglio al paratormone e ai metaboliti attivi della vitamina D. Un deficit di magnesio si associa solitamente a: ipoparatiroidismo, a una ridotta produzione di metaboliti attivi della vitamina D, a resistenza al paratormone ed alla vitamina D.

Il magnesio riveste un ruolo importante anche nella regolazione dell’omeostasi del calcio, pertanto deve essere posta l’attenzione sulla diagnosi e il trattamento di eventuali suoi squilibri.

Alcuni studi si sono occupati di definire la necessità di fornire un’integrazione di calcio in soggetti che ricevono vitamina D per la prevenzione delle fratture.

I risultati suggeriscono che la vitamina D, assunta per via orale, sembra ridurre il rischio di fratture dell’anca solo quando viene associata alla supplementazione di calcio.

 

Conclusioni

La conoscenza delle alterazioni delle componenti principali della composizione corporea dà un notevole vantaggio in termini di prevenzione. Sapere se il soggetto ha una carenza di minerali ossei (basso T-score), una diminuzione della massa muscolare (basso S-score), un eccesso di massa grassa (FM) o una combinazione di più parametri alterati (per esempio IMAT) permette di comprendere quali saranno le strategie di intervento migliori per evitare lo sviluppo dell’obesità osteosarcopenica.

Un buon stile di vita che preveda una attività fisica specifica regolare, una nutrizione adeguata e un’opportuna supplementazione può migliorare significativamente la struttura ossea a qualsiasi età. E prevenire così il rischio di fratture e di complicanze dovute a condizioni di osteopenia o di osteoporosi.

Un’integrazione alimentare con calcio, magnesio e vitamina D aiuta a supportare in modo sinergico le strategie nutrizionali e fisico-motorie.

Melcalin Bone è un supplemento alimentare di altissima qualità formulato con la vitamina D, utile per mantenere le concentrazioni sieriche di calcio e fosforo entro il normale range e per promuovere la mineralizzazione dell’osso, associata a calcio e magnesio particolarmente indicati per il mantenimento di una buona struttura ossea oltre che per supportare in modo sinergico gli effetti della vitamina D.

 

 

 

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