Sarcopenia cos’è, quali le sue cause, i test per valutarla e come prevenirla

Un grave cambiamento associato all’invecchiamento dell’uomo è il progressivo declino della massa muscolare scheletrica, una spirale negativa che può portare a diminuzione della forza e della funzionalità. Nell’età avanzata è possibile osservare una serie di problematiche che vengono catalogate come “Geriatric syndromes”, una complessa interazione di malattie età-dipendenti che producono una costellazione di segni e sintomi, come per esempio, delirio, cadute e incontinenza. (1)

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Meccanismi genetici e molecolari alla base dell’invecchiamento: il ruolo della telomerasi

L’invecchiamento è un fenomeno che è definito nel Dizionario Salute sul web come “processo biologico che interessa cellule, tessuti e organi di un individuo, oltre a facoltà cognitive e psichiche. Si manifesta con modificazioni degenerative a carico del sistema centrale, del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio. A livello cognitivo l’invecchiamento determina uno scadimento delle capacità percettivo-cognitive. Anche la sfera emotiva si modifica con scarsa capacità di adattamento a nuovi contesti”. Il processo di invecchiamento, però, come molti altri fenomeni biologici, è analizzabile a diverse scale di organizzazione, e i fenomeni degenerativi che si osservano a scala sistemica o tissutale, con lo scadimento delle prestazioni di interi sistemi o apparati, o di singoli organi come cuore, polmoni o cervello, devono avere la loro origine ad una scala più piccola: se un organo o un tessuto invecchia o degenera, significa che qualcosa sta succedendo alle popolazioni cellulari che lo costituiscono. Già, ma cosa?

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Attività fisica come complemento della prescrizione medica

“Faccia attività fisica” è la generica indicazione che moltissimi medici danno ai loro pazienti. In realtà è un consiglio, non una prescrizione: per trovarla infatti bisogna gravitare nel mondo della riabilitazione, dove ai pazienti vengono indicate le attività specifiche per il recupero funzionale, i tipi delle stesse, i tempi di esecuzione e di recupero. Siamo però nel campo della patologia e resta a discrezione del soggetto che cosa fare nell’ambito della normale vita quotidiana. Lo diciamo sottovoce, ma chi mi conosce sa da quanto tempo lo vado affermando, che il corso di laurea in medicina non prepara i neo laureati nell’ambito dell’attività fisica specifica riferita alle varie classi di età. Va fatta una premessa metodologica: l’attività fisica “generale” è compatibile con il gioco dei bambini, con l’andare a fare la spesa, con il salire le scale non usufruendo dell’ascensore, nel fare le faccende domestiche. Nel momento in cui tale attività si trasforma in esercizio si innesca un meccanismo di controllo, di ripetibilità, di sicurezza e di specificità rispetto all’individuo e all’ambiente che lo circonda. Insomma, si instaura il concetto di “metodologia” che deve essere indicato da personale esperto. Facendo un ulteriore salto di qualità si arriva all’allenamento, che è la progressione di diversi tipi di esercizio con finalità precise che ha insito in sé il concetto di benessere e di adattamento, cioè la capacità del nostro corpo di migliorare la risposta cardio-polmonare e muscolo-articolare al percorso allenante. Tanto più questo step deve essere condotto da personale molto esperto e non si può sicuramente improvvisare o delegare ad un tutorial su Youtube.

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Normale Invecchiamento Umano – Declino strutturale e funzionale

Con l’età che avanza, si verifica nella maggior parte dei sistemi fisiologici un deterioramento strutturale e funzionale, anche in assenza di patologie riscontrabili. Tali cambiamenti fisiologici legati all’età colpiscono un ampio spettro di tessuti, sistemi di organi e funzioni che possono, cumulativamente, incidere sulle attività. della vita quotidiana (ADL) e sul mantenimento dell’indipendenza fisica negli anziani. Il declino nella capacità aerobica massimale (VO2 max) e delle prestazioni muscolari scheletriche in età avanzata sono due esempi dell’invecchiamento fisiologico. Le variazioni in ciascuna di queste misure sono importanti determinanti della tolleranza all’esercizio e delle capacità funzionali tra gli anziani.

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Physical therapists are checking patients elbows at the clinic office room.

Anche gli uomini soffrono di osteoporosi

Detto chiaramente: anche gli uomini sono soggetti ad osteoporosi.(1) A partire dalla terza decade di età gli uomini iniziano a perdere massa ossea ad un tasso regolare dell’1% all’anno e fino ai 65 anni perdono massa ossea alla stessa velocità delle donne. Da questa età in poi, l’osteoporosi è presente sia negli uomini che nelle donne.

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Comprendere l’osteoporosi

Forse non avete mai pensato che le vostre ossa sono vive, ma è così. Ogni giorno, nel corpo si verifica un ricambio osseo (si scompone un osso vecchio che viene sostituito con uno nuovo). Quando si invecchia, cambiano le proporzioni: si perde più massa ossea di quanta se ne acquista. Se la perdita è cospicua, è possibile che si sviluppi una malattia chiamata osteoporosi, che causa l'indebolimento delle ossa, rendendole fragili e più esposte a fratture. La parola osteoporosi significa “ossa porose". È un modo appropriato per descrivere quello che si verifica nello scheletro in presenza di questa malattia.

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