A CURA DI FITNESS & SPORT Editoriale aro Personal Trainer ti scrivo… Ultimamente mi sono trovato a rifl ettere su come stia decisamente cambiando la fi gura del PT rispetto a quando è “sbarcata” in Italia. Nello stesso tempo mi sto accorgendo che non tutti hanno compreso quale sia e, soprattutto, quale sarà il futuro del Personal Training. Questa fi gura, all’inizio, era più richiesta da svogliati e danarosi personaggi che fi ngevano di voler fare attività fi sica soprattutto a casa, ma che in realtà volevano vantarsi nei salotti di avere un allenatore personale che lo assecondava nell’ora di ginnastica ascoltandolo nelle sue osservazioni sulla società o su come era bravo a condurre i suoi affari. Fortunatamente le cose si sono evolute, perché le persone di tutti i ceti si sono rese conto dell’importanza dell’attività fi sica sia in forma preventiva che in forma di recupero delle funzioni vitali di base. La fi gura del PT si è vista costretta a rivedere: da una parte le sue conoscenze e competenze e dall’altra la modalità di relazione con persone di età diversa e con capacità di ottenere informazioni attraverso l’uso di internet. Purtroppo, la pandemia del Covid ha fermato questo processo evolutivo anzi, per certi aspetti, lo ha fatto regredire. La nascita del web PT ha permesso a persone senza alcuna formazione di buttarsi in un mercato fatto solo di strilli sui social. Nel tempo sarà il mercato a ristabilire le giuste condizioni e il Personal Trainer si dovrà far trovare pronto perché, se così non sarà, non riuscirà a essere competitivo. Il nuovo PT deve essere capace non solo di far eseguire correttamente i movimenti previsti dagli esercizi, ma dovrà essere in grado di rispondere alle nuove richieste di allenamento e di periodizzazione sulla nuova tipologia di cliente. L’età media sale e le persone che si rivolgono al PT oggi sono quelle che vogliono avanzare nella vita mantenendo una buona capacità di movimento, una buona capacità di equilibrio, un buon bilanciamento tra massa grassa e magra; in poche parole, rallentare la sarcopenia. Il nuovo cliente non chiede solo di allenarsi per l’aspetto e le funzionalità fi siche, ma vuole mantenere una buona salute mentale che, è ormai dimostrato e consolidato, è sollecitata dall’attività motoria. In poche parole, vuole mantenere alta la sua qualità della vita consentendogli autonomia e indipendenza il più a lungo possibile. Questo presuppone che il “nuovo” Personal Trainer debba essere in grado di affrontare questa sfi da: sapere come allenare la forza al fi ne di mantenere una corretta massa muscolare, sapere come proporre allenamenti per migliorare la propriocettività, fare in modo che non ci siano ipercarichi funzionali e strutturali, stimolare le funzioni mentali attraverso una proposta di allenamento variata e che richieda partecipazione attiva. Non si potrà più mettere un cliente su un run per15 minuti e guardarlo, come non si potrà più mettere le persone sulle classiche macchine a contrappesi che sollecitano in modo isolato i muscoli. Il lavoro in catena cinetica e l’attività in forma dinamica diventeranno i protocolli da seguire per ottenere risultati senza controindicazioni o problemi. Per essere in grado di fare questo, cioè comprendere le nuove linee guida proposte da enti riconosciuti, bisogna studiare continuamente, sapersi confrontare con altre fi gure che si occupano del benessere della persona. Oggi capitano molti clienti con malattie metaboliche, ipertensione e problemi cardiaci; se non si comprende cosa ci dicono i medici che li hanno in cura e non si conoscono i protocolli di lavoro sarà impossibile acquisire questa clientela. Con questo ti saluto e mi auguro che abbia voglia di fare ciò per tenere sempre più alto il tuo livello. Per aggiornare e approfondire la competenza acqusita vi aspettiamo alla XVII Convention ISSA, Palacongressi di Rimni il 21 e 22 giugno. Buon lavoro. C
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