N° 1 Anno 33/2025

ANNO 33/2025 1 PALACONGRESSI DI RIMINI 21 22 2025 GIUGNO CONVENTION LA COMPETENZA SI MANTIENE STUDIANDO DIGIUNO INTERMITTENTE: DIETA ALLA “MODA” O DISEDUCAZIONE ALIMENTARE? L’IMPRENDITORE CHE HA RIVOLUZIONATO IL FITNESS CERTIFICAZIONE SENIOR EXERCISE SPECIALIST

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Segreteria: SANDRO MARGHERITI Relazioni esterne: BARBARA A. BORELLI Redazione e Amministrazione: Via N. Battaglia, 6 -20127 Milano Tel. 029443750 - Fax 0294437510 www.fi tnessesport.it info@fi tnessesport.it Servizio Spedizione Spedizione gratuita sottoscrivendo il tesseramento annuale “Membership” ad ISSA Europe sul portale fi tnessesport.it/registrazione oppure presso Fitness&Sport: Via Natale Battaglia, 6 - 20127 Milano - Tel. 029443750. Costo: 105,00 EUR validità 01 01 - 31 12 dell’anno di acquisto. Richiesta copie arretrati a: info@fi tnessesport.it costo: 12,20 EUR i.i. cad. Autorizzazione Trib. di Milano n.81 rilasciata il 27/02/1993 Foto: Andersen SpA; Agenzia Masi; I Stock Photo, ISSA Europe; Sporting Club L. da Vinci, 123rf Marchi: i marchi pubblicati appartengono ai rispettivi proprietari Progetto grafi co e impaginazione: Iniziactive Comunicazione S.r.l. Pagine Adv : Andersen SpA Stampa: Miolagrafi che Milano Numero chiuso nel mese di Gennaio 2025 Endorsed by: Presidente: Adriano Borelli, MFS Comitato Tecnico: Carlo Varalda PhD Claudia Borelli MFS Dario Crippa MFS Giuseppe Napoli M.ES., BS.N Antonio Parolisi MFS, M.Sc. Francesco Malatesta MFS Allessandro Frappi AVVOCATO Comitato Marketing: Roberto Tiby Dott. Marketing e Comunicazione Sandro Castellana Life & Sport Mental Coach TUTELA DELLA PRIVACY Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del GDPR n. 679/2016 informiamo che il trattamento dei Suoi dati personali (nome, cognome, indirizzo di spedizione, indirizzo mail) sarà utilizzato esclusivamente ai fi ni informativi, promozionali, pubblicitari e di spedizione della presente, senza essere ceduti a terzi. SPORTING CLUB LEONARDO DA VINCI S.R.L. SSD Direttore Responsabile ADRIANO BORELLI Comitato scientifi co GIUSEPPE D’ANTONA (M.D., CRIAMS Sport Medicine Centre Voghera, Università di Pavia) ARNALDO ANDREOLI (M.D., A.O. Luigi Sacco Milano) GIUSEPPE ANNINO (M.Sc., Università degli Studi di Roma TorVergata) FRANCESCO CASOLO (M.Sc., Università Cattolica di Milano) FERDINANDO CEREDA (M.Se., Ph D., M.ES., Università Cattolica di Milano) EMILIO CUSANI (M.D. Istituto Besta Milano) FRANCESCO FELICI (M.D.Università degli Studi di Roma “Foro Italico”) GIORGIO FELZANI (M.D.Università di Sulmona) FABRIZIO GERVASONI (M.D. Ospedale Luigi Sacco Milano) ALFONSO MARRA (Già Presidente Corti di Appello di Milano e Brescia) SIMONE MASIN (M.Sc, Ph D., M.ES., Università Bicocca di Milano) MASSIMO NEGRO (Ph D., Università di Pavia) GIANPAOLO PALUMBO (M.D., Università degli Studi di Chieti) EUGENIO PARATI (M.D. Istituto Maugeri Milano) DAVIDE SUSTA (M.D., Dublin City University, Irlanda) PAOLA VAGO (M.Sc., Ph D., Università Cattolica di Milano) AUGUSTO ZANINELLI (M.D., Università di Firenze) MARIA PETRUZZI (Ortopedico) FILIPPO MASSARONI (Biologo) Editore Redazione Argomenti trattati: Fitness, attività sportive e tutti gli argomenti collegati a queste discipline. Campi di applicazione: Fitness&Sport pubblica articoli sui vari aspetti del fi tness e delle scienze legate allo sport, quali l’anatomia, la fi siologia, la biologia, la biochimica, la biomeccanica, la psicologia. Inoltre articoli riguardanti le scienze sociali, giuridiche, della comunicazione e del marketing. Ampio spazio viene dato anche a tutte le problematiche riguardanti l’alimentazione e l’allenamento. Riguardo a quest’ultimo vengono pubblicati articoli che si interessano di specifi ci percorsi dell’esercizio fi sico, degli effetti derivanti dall’uso di particolari tecnologie, delle conseguenze prodotte da attività fi siche “nuove” che si presentano all’attenzione del grande pubblico. Il target di questa rivista è vario e si rivolge ai professionisti della salute, dello sport, del fi tness, dell’allenamento e di tutte le altre discipline che interagiscono con le suddette. Gli articoli vengono valutati dal Direttore Responsabile che si avvale del parere non vincolante del Responsabile Scientifi co ed eventualmente del Comitato Scientifi co. Gli articoli devono essere inediti e possibilmente corredati da specifi ca bibliografi a. Fitness&Sport è inoltre la rivista uffi ciale di ISSA Europe e ne riferisce in modo ampio e articolato ogni forma di attività e di iniziative culturali. NOTA: Le affermazioni contenute negli articoli pubblicati non rappresentano necessariamente le idee della redazione scientifi ca. Gli autori si assumono ogni responsabilità delle stesse. Manoscritti, disegni e fotografi e, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Gli articoli pubblicati diventano di proprietà dell’Editore; è pertanto vietata la riproduzione anche parziale di articoli, fotografi e e disegni pubblicati, senza previa autorizzazione scritta di Sporting Club Leonardo da Vinci S.r.l. E’ facoltà degli interessati esercitare tutti i diritti previsti dall’art.13 del d.lgs citato. Nel rispetto della normativa vigente per la tutela dei dati personali, lo Sporting Club Leonardo da Vinci S.r.l. S.S.D., Via Natale Battaglia 6, 20127 Milano, è il titolare del trattamento e il responsabile è Barbara Arianna Borelli. Per i propri dati è possibile effettuare in qualsiasi momento, modifi che, aggiornamenti, integrazioni o cancellazione, scrivendo a: barbara.borelli@issa-europe.eu Il DPO è rappresentato dall’Avv. Barbara Anzani , a cui potrà essere inoltrata istanza alla casella di posta elettronica: dpo-gdpr@sportingclubleonardo.it

Giancarlo Esposti SommarioN. 1 ANNO 33/2025 fitnessesport.it 8 NEWS a cura di 10 ALLENAMENTO Digiuno intermittente: dieta “alla moda” o diseducazione alimentare? Riccardo Borgacci 14 L’IMPRENDITORE L’imprenditore che ha rivoluzionato il fi tness. Con intuizione, bellezza e visione. Barbara Arianna Borelli GIURISPRUDENZA 40 RESPONSABILITÀ DEGLI ISTRUTTORI SPORTIVI 16 ALLENAMENTO Allenarsi per contrastare l’invecchiamento, impariamo dai professionisti. Paolo Scatoli 30 CERTIFICAZIONI Senior Exercise Specialist 34 ALLENAMENTO Il presente e Il futuro del Training personalizzato (2 parte) Francesco Malatesta 36 TESTIMONIANZE Dalla passione alla professione la mia esperienza Eleonora De Martino 38 GIURISPRUDENZA Mancano le leggi interviene il comune Alfonso Marra 42 MEDICINA&SPORT Dieta e allenamento al femminile Valeria Galfano

A CURA DI FITNESS & SPORT Editoriale aro Personal Trainer ti scrivo… Ultimamente mi sono trovato a rifl ettere su come stia decisamente cambiando la fi gura del PT rispetto a quando è “sbarcata” in Italia. Nello stesso tempo mi sto accorgendo che non tutti hanno compreso quale sia e, soprattutto, quale sarà il futuro del Personal Training. Questa fi gura, all’inizio, era più richiesta da svogliati e danarosi personaggi che fi ngevano di voler fare attività fi sica soprattutto a casa, ma che in realtà volevano vantarsi nei salotti di avere un allenatore personale che lo assecondava nell’ora di ginnastica ascoltandolo nelle sue osservazioni sulla società o su come era bravo a condurre i suoi affari. Fortunatamente le cose si sono evolute, perché le persone di tutti i ceti si sono rese conto dell’importanza dell’attività fi sica sia in forma preventiva che in forma di recupero delle funzioni vitali di base. La fi gura del PT si è vista costretta a rivedere: da una parte le sue conoscenze e competenze e dall’altra la modalità di relazione con persone di età diversa e con capacità di ottenere informazioni attraverso l’uso di internet. Purtroppo, la pandemia del Covid ha fermato questo processo evolutivo anzi, per certi aspetti, lo ha fatto regredire. La nascita del web PT ha permesso a persone senza alcuna formazione di buttarsi in un mercato fatto solo di strilli sui social. Nel tempo sarà il mercato a ristabilire le giuste condizioni e il Personal Trainer si dovrà far trovare pronto perché, se così non sarà, non riuscirà a essere competitivo. Il nuovo PT deve essere capace non solo di far eseguire correttamente i movimenti previsti dagli esercizi, ma dovrà essere in grado di rispondere alle nuove richieste di allenamento e di periodizzazione sulla nuova tipologia di cliente. L’età media sale e le persone che si rivolgono al PT oggi sono quelle che vogliono avanzare nella vita mantenendo una buona capacità di movimento, una buona capacità di equilibrio, un buon bilanciamento tra massa grassa e magra; in poche parole, rallentare la sarcopenia. Il nuovo cliente non chiede solo di allenarsi per l’aspetto e le funzionalità fi siche, ma vuole mantenere una buona salute mentale che, è ormai dimostrato e consolidato, è sollecitata dall’attività motoria. In poche parole, vuole mantenere alta la sua qualità della vita consentendogli autonomia e indipendenza il più a lungo possibile. Questo presuppone che il “nuovo” Personal Trainer debba essere in grado di affrontare questa sfi da: sapere come allenare la forza al fi ne di mantenere una corretta massa muscolare, sapere come proporre allenamenti per migliorare la propriocettività, fare in modo che non ci siano ipercarichi funzionali e strutturali, stimolare le funzioni mentali attraverso una proposta di allenamento variata e che richieda partecipazione attiva. Non si potrà più mettere un cliente su un run per15 minuti e guardarlo, come non si potrà più mettere le persone sulle classiche macchine a contrappesi che sollecitano in modo isolato i muscoli. Il lavoro in catena cinetica e l’attività in forma dinamica diventeranno i protocolli da seguire per ottenere risultati senza controindicazioni o problemi. Per essere in grado di fare questo, cioè comprendere le nuove linee guida proposte da enti riconosciuti, bisogna studiare continuamente, sapersi confrontare con altre fi gure che si occupano del benessere della persona. Oggi capitano molti clienti con malattie metaboliche, ipertensione e problemi cardiaci; se non si comprende cosa ci dicono i medici che li hanno in cura e non si conoscono i protocolli di lavoro sarà impossibile acquisire questa clientela. Con questo ti saluto e mi auguro che abbia voglia di fare ciò per tenere sempre più alto il tuo livello. Per aggiornare e approfondire la competenza acqusita vi aspettiamo alla XVII Convention ISSA, Palacongressi di Rimni il 21 e 22 giugno. Buon lavoro. C

8 Fitness&sport Sono molti gli studi che hanno esplorato l’associazione tra il consumo di pesce durante la gravidanza e gli esiti neonatali favorevoli, anche se alcuni hanno dato risultati contrastanti. Una ricerca che ha affrontato approfonditamente la questione e che vede capofi la l’università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto la copertina della rivista internazionale Nutrients, grazie a un recente articolo dal titolo “Fish Consumption and DHA Supplementation during Pregnancy: Study of Gestational and Neonatal Outcomes” Come sottolineato nell’abstract di questa ricerca, l’American College of Obstetricians and Gynecologists già raccomanda due o tre porzioni di pesce a basso contenuto di mercurio alla settimana per le donne in gravidanza o che allattano. Tuttavia, il pesce può essere una fonte di sostanze inquinanti, come il metilmercurio, che influiscono negativamente sullo sviluppo neurologico. Studi contrastanti sull’integrazione di acido docosaesaenoico (DHA) esistono in letteraNEWS tura, probabilmente a causa dei diversi dosaggi degli integratori. Questa indagine, che ha coinvolto 501 donne, ha esaminato il consumo di pesce e l’assunzione di tali integratori in capsule di DHA in relazione alla fase gestazionale e neonatale. In particolare, il 92,1% delle partecipanti consumava pesce a cadenza settimanale, con differenze signifi cative nell’aumento di peso gestazionale, nel peso alla nascita e nella lunghezza dei neonati rispetto a coloro che consumavano pesce più di 3, o 3 volte alla settimana, rispetto a non consumatrici. Questo studio supporta la raccomandazione per le donne in gravidanza di includere il pesce nella loro dieta limitando l’esposizione agli inquinanti ambientali. Gli integratori di acidi grassi Omega-3 sono consigliati per ottenere benefi ci nutrizionali senza rischi di mercurio. Commenta così Laura Di Renzo, ordinaria di Scienze e tecniche dietetiche applicate del dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata e coordinatrice della ricerca: “Abbiamo studiato il consumo di pesce e l’assunzione di integratori di DHA, per quanto riguarda gli esiti gestazionali e neonatali in 501 donne. I nostri risultati supportano l’attuale raccomandazione alle donne incinte di includere pesce e frutti di mare come parte di una dieta equilibrata, limitando al contempo l’assunzione di specie con elevate concentrazioni di inquinanti ambientali. L’uso di integratori di n-3 o olio di pesce sembra essere sicuro e offre i benefi ci di DHA ed EPA senza il rischio di esposizione a mercurio e tossine; questa esposizione può altrimenti portare a una perdita di nutrienti cruciali nel pesce che sono essenziali per la salute umana generale. Le raccomandazioni future - conclude Di Renzo - dovrebbero evidenziare l’importanza di aumentare l’assunzione di DHA durante la gravidanza, attraverso una combinazione di consumo di pesce e integratori contenenti DHA”. Nutrients 2024 EFFETTI DELLA DIETA DI PESCE IN GRAVIDANZA Tor Vergata, sulla copertina di Nutrients uno studio sugli Prof.ssa Laura Di Renzo

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzioneed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge nel fi ssare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l’ammisione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozionedel benessere psicofi sico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. La Costituzione parte 1 Diritti e doveri dei cittadini Articolo 33

10 Fitness&sport Riccardo Borgacci Laureato in Scienze motorie e in Dietistica Sc.M. e L.D. Il digiuno intermittente è una strategia dietetica “recente”, di taglio calorico, fi nalizzata al dimagrimento e/o al miglioramento dei parametri metabolici. In questo breve articolo cercheremo di analizzare questo sistema, non solo dal punto di vista meramente nutrizionale, ma anche educativo e si impatto nel lungo termine – aspetti indispensabili, questi ultimi, a comprendere la reale utilità o (eventuale) dannosità di qualsivoglia metodo dietetico. In cosa consiste il digiuno intermittente? Come si fa? Digiuno intermittente “vuol dire tutto e nulla”. Condensando al massimo il suo signifi cato, potremmo defi nirlo come: non mangiare per un periodo di tempo superiore alle pause che, normalmente, collocheremmo tra i pasti. La formula più diffusa è l’organizzazione 16:8, nella quale si digiuna per 16 ore, concentrando i pasti nelle restanti 8 ore. Esistono, tuttavia, forme di digiuno anche molto estreme, che prevendono l’astensione dal cibo per intere giornate. Un esempio banale di digiuno intermittente 16:8 è il seguente: cenare alle ore 20:00 e arrivare direttamente al pranzo alle ore 12:00 del giorno seguente. Saltare la colazione e lo spuntino di metà mattina, quindi, rappresenterebbe di per sé una tipica forma di digiuno intermittente. Anzi, è proprio quella che raccoglie più consensi. Secondo le statistiche, solo l’1-2% degli italiani non fa colazione. L’esperienza ambulatoriale, tuttavia, non sembra confermare questo dato. Ma perché? Perché saltare la colazione, trascorrendo molte ore a digiuno, rappresenta il primo tentativo di “restrizione calorica” adottato spontaneamente dalle persone che necessitano di perdere peso. Strategia che, evidentemente, non funziona. Perché fare il digiuno intermittente? In “teoria”, il digiuno intermittente è fi nalizzato a dimagrire e a migliorare la condizione metabolica (colesterolemia, pressione arteriosa, glicemia ecc.). In pratica, non esistono ragioni valide per sceglierlo al posto di altri sistemi. Il digiuno intermittente nasce dal riscontro scientifi co di maggior longevità e salute in alcune etnie, impegnate nell’astensione controllata dal cibo – totale, parziale o selettiva – tipica di alcune pratiche fi losofi che-religiose. Ai giorni nostri, non è più una novità che “chi mangia meno viva meglio e più a lungo” di chi, invece, mangia troppo. Una composizione corporea caratterizzata da buone masse muscolari e percentuali adipose fi siologiche, una dieta nutriente e un adeguato livello di esercizio fi sico si collegano fortemente a maggior aspettativa e qualità di vita. Tutto questo è ampiamente dimostrato dalla statistica mediconutrizionale, ma, ciò che, invece, si continua ad indagare, sono i meccanismi responsabili di ciò. Ed è qui che entra in gioco il DIGIUNO INTERMITTENTE: DIETA “ALLA MODA” O DISEDUCAZIONE ALIMENTARE?

Allenamento Fitness&sport 11 digiuno, anche se in modo quantomeno “equivoco”. Al digiuno intermittente è stata attribuita l’attivazione del processo di autofagia, un meccanismo di rigenerazione cellulare e anti-invecchiamento che migliora la salute complessiva dei tessuti e dell’organismo. Tuttavia, come chiaramente spiegato nello studio review del 2019 “The Effects of Calorie Restriction on Autophagy: Role on Aging Intervention” (Ki Wung Chung e Hae Young Chung), l’autofagia si innesca in risposta a un bilancio calorico negativo, ovvero al defi cit energetico, non al digiuno in sé. Signifi ca che possiamo ottenere lo stesso risultato con qualsiasi altra dieta ipocalorica, indipendentemente dall’inserimento o meno di una pausa di digiuno. Detto questo, è innegabile che, lato pratico, molte persone trovino estremamente “comodo” evitare di lavorare sulla qualità della propria dieta. Ma si tratta di una valida soluzione? Assolutamente no, perché diseducativa e, spesso, troppo estrema per essere mantenuta nel tempo. Vediamo ora ciò che dobbiamo “assolutamente sapere” in merito al digiuno intermittente. Le domande fondamentali: - Fa dimagrire? - Quanto si perde? - Fa bene o fa male? Il digiuno intermittente fa dimagrire? Solo se nel contesto di una dieta ipocalorica. Sappiamo che la riduzione del grasso corporeo è attribuibile al defi cit calorico (bilancio calorico negativo), ovvero al “consumare più di quanto si mangia”. Questo vuol dire che: se il digiuno intermittente venisse sviluppato in un contesto normocalorico, non farebbe dimagrire – in un contesto ipercalorico, potrebbe fare addirittura ingrassare. Riprendiamo, quindi, la faccenda della colazione: quante persone che non fanno colazione aumentano comunque di peso, oppure, non riescono a dimagrire? Moltissime. Questo dipende soprattutto dal fatto che, saltando la colazione, il bilancio calorico entra troppo velocemente in defi cit, innescando precocemente e intensamente i feed-back della fame, e promuovendo il discutibile meccanismo psicologico della ricerca consolatoria serale, che porta al consumo di una cena discontrollata nelle quantità e nella qualità. Quanto fa dimagrire il digiuno intermittente? L’entità del dimagrimento riferito al digiuno intermittente dipende dall’entità del taglio energetico, esattamente come per qualsiasi altra dieta ipocalorica. Sappiamo che per “smaltire” 1 chilogrammo di adipe è necessario creare un defi cit di pressappoco 7000 kcal. Un adulto sedentario, con un fabbisogno calorico di 2100 kcal / die, che imposta il digiuno intermittente saltando colazione e spuntino di metà mattina, potrebbe ottenere un calo ponderale di circa 1,6 kg al mese. Ovviamente, a patto che non modifi chi gli altri pasti. Ma ha realmente senso? La logica della nutrizione dice di no. Il digiuno intermittente fa bene o fa male? In una persona obesa di mezza età, che non presenta controindicazioni, il dimagrimento fa sempre bene, a prescindere da come lo si ottenga. Gli effetti positivi sono molteplici, da una migliore salute metabolica con moderazione del rischio cardiovascolare, al riposo del fegato, al sollievo articolare ecc. Tuttavia, come la maggior parte delle strategie dietetiche “strane”, anche il digiuno intermittente ha delle controindicazioni. Dovrebbe essere evitato da: ragazzi in accrescimento, chi è in sottopeso, diabetici, chi soffre di insuffi cienza d’organo (fegato, reni) o altre malattie, chi segue certe terapie farmacologiche (ad es. ipoglicemizzanti), anziani, soprattutto se a rischio di sarcopenia, malati di disturbi del comportamento alimentare ecc. Nelle persone adulte sane, invece, il digiuno intermittente non dovrebbe comportare un aumento del rischio per la salute. Anche se, come abbiamo detto, si tratta di un metodo diseducativo e fallimentare nel lungo termine, perché non fornisce alcuna nozione educativa per poter correggere i propri errori.

Allenamento 12 Fitness&sport Meritano un occhio di riguardo le situazioni border-line tra fi siologia e patologia, come il reflusso gastro-esofageo e la gastrite, la tendenza alla litiasi biliare e a quella renale. Chi lamenta queste problematiche, infatti, dovrebbe prediligere una maggior ripartizione della dieta, garantire lo stato di idratazione costante e bilanciare i macronutrienti energetici. La condensazione delle calorie in pochi pasti, invece, sovraccarica lo stomaco, riduce la frequenza di svuotamento della cistifellea e, a causa del digiuno, ostacola il mantenimento dell’idratazione. Non di meno, il digiuno intermittente non si presta al supporto nutrizionale dello sportivo, che ha, invece, la necessità di aumentare la ripartizione dell’energia e dei macronutrienti, non di diminuirla. Non a caso, non si conoscono atleti di élite che pratichino il digiuno intermittente. Inoltre, suddividere le calorie in più pasti è utile sia nella gestione delle diete ad alto contenuto energetico, sia di quelle a basso apporto calorico. Nel primo caso rende i pasti più sostenibili ed evita di affaticare l’apparato digerente, nel secondo tiene costantemente sotto controllo il meccanismo della fame. Digiuno intermittente nell’anziano: la scelta meno ragionevole Nonostante al digiuno intermittente si attribuiscano benefi ci anti-invecchiamento, nel trattamento a dell’anziano è la scelta meno ragionevole in assoluto. Questo perché, a parità di calorie, una suddivisione ragionevole dei pasti nella giornata è ancora più importante nelle persone in terza età che negli adulti. Le ragioni sono diverse. Prima di tutto, perché l’apparato digerente degli anziani è meno effi ciente, non solo nella “scomposizione del cibo”, ma anche nella capacità di trattenere i nutrienti che ne derivano. Più cibo alla volta mangiamo, più diffi cile diventa per l’apparato digerente lavorare correttamente. In secondo luogo, l’organismo dell’anziano è più soggetto a disidratazione. Siccome buona parte dell’acqua che assumiamo proviene dagli alimenti, digiunare signifi ca anche idratarsi meno. Dobbiamo infatti considerare che, in terza età, lo stimolo della sete è molto meno effi cacie, e raramente gli anziani si rendono conto di essere poco idratati. Ripartire maggiormente i pasti serve, quindi, anche a dilazionare l’acqua nell’arco della giornata. Terzo, ma non per ultimo, l’anziano ha la necessità impellente di praticare esercizio fi sico, perché determinante alla conservazione della massa muscolare e della funzionalità generale. Il fatto che il digiuno intermittente non si presti alla dieta dello sportivo, esclude a priori la popolazione anziana. Qualunque soggetto anziano che persegua longevità e maggior qualità della vita, dovrebbe avere come obbiettivo il mantenimento dell’autosuffi cienza, sia mentale che motoria. L’esercizio fi sico, in particolare con i sovraccarichi, è protettivo non solo per il cervello, ma anche per lo scheletro, per le articolazioni e per i muscoli, riducendo la degenerazione nervosa, la perdita di mineralizzazione ossea e la sarcopenia. Il digiuno intermittente non è la strategia giusta per sostenere la salute e l’allenamento in terza età.

GIUGNO 21 22 PER MANTENERE LA COMPETENZA ACQUISITA CONVENTION PALACONGRESSI DI RIMINI maggiori info

14 Fitness&sport Barbara Arianna Borelli General Manager plasmato tutta la sua carriera. Negli anni '80, quando il fi tness era considerato una moda effi mera, Adriano intuì che nel settore mancavano –e mancano ancora oggi– centinaia di migliaia di professionisti ben formati in grado di occuparsi del Personal Training in modo serio e scientifi co. Vide che la maggior parte dei trainer si basava solo sull'esperienza personale, trascurando l'importanza della formazione specifi ca. Con questa intuizione, Borelli si rese conto che il futuro del fi tness non poteva più basarsi esclusivamente sull’esperienza pratica, ma doveva fondarsi su principi scientifi ci. Questo lo portò a creare ISSA Europe, una realtà pionieristica nel settore della formazione di personal trainer, e a spingere per la professionalizzazione della fi gura del trainer. Il punto di svolta avvenne nel 1985, quando sua moglie Genny Furini, insieme alla loro fi glia maggiore Claudia, gli regalò il libro Fitness: un approccio scientifi co di Frederick Hatfi eld, noto come Dr. Squat. Quel libro fu per Adriano la conferma che il fi tness doveva essere affrontato come una scienza. Da lì, cominciò a costruire un nuovo Adriano Borelli non è solo un pioniere del fi tness, ma un imprenditore visionario che ha trasformato un intero settore seguendo le sue intuizioni, profondamente radicate nella sua visione della bellezza. Da bambino, Adriano rimase impressionato dalle statue greche, un’esperienza che risvegliò in lui un desiderio forte e chiaro: raggiungere quella perfezione fi sica idealizzata. La bellezza, come intesa da Platone, incarnava l’armonia, la proporzione e l’equilibrio — e Adriano capì che voleva modellare il suo corpo secondo quei canoni. Questa sua "voce interiore" avrebbe poi L'IMPRENDITORE CHE HA RIVOLUZIONATO IL FITNESS CON INTUIZIONE, BELLEZZA E VISIONE

paradigma: personal trainer formati con basi scientifi che, capaci di ottenere risultati misurabili e duraturi. Ma la storia di Adriano non si limita alla creazione di ISSA Europe. Negli anni '60, partendo da zero, costruì uno dei primi centri fi tness storici d’Italia, insieme al Club di Francesco Conti, oggi diventato la Virgin Active di Corso Como. Oltre alla sua attività pionieristica nel settore del fi tness, Adriano creò anche una casa editrice per pubblicare Fitness&Sport, un journal scientifi co gratuito inviato ogni tre mesi a tutti i centri e professionisti del Paese. Un'iniziativa che ha contribuito a diffondere conoscenza scientifi ca e aggiornamento continuo in tutto il settore. Adriano è stato anche il traduttore e distributore di alcuni dei testi più influenti nel mondo del fi tness, come Bodybuilding: un approccio scientifi co, Fitness: un approccio scientifi co, Fitness: la guida completa, Optimum Sports Nutrition e EAA amminoacidi. Grazie a lui, autori e scienziati di fama mondiale come Michael Colgan, Yuri Verkhoshansky, Carmelo Bosco, Robert Wolf, Kraemer e Tihany sono stati divulgati e conosciuti in Italia, formando le basi di una vera rivoluzione culturale nel fi tness. Anche altri scienziati di rilievo sono passati da ISSA Europe, contribuendo a fare della scienza il cuore pulsante dell'evoluzione del fi tness moderno L'innovazione è sempre stata al centro della sua visione imprenditoriale. Adriano ha fatto aprire la branca IT per la ricerca e lo sviluppo di PT Software, uno strumento fondamentale per i personal trainer di oggi. Ha lanciato il portale Fitness di Qualità per promuovere l’eccellenza nel settore, e ha istituito il Premio Tesi e Ricerche, riconoscendo l'importanza della ricerca scientifi ca nel fi tness. Non da ultimo, Adriano ha siglato numerose partnership istituzionali con università di rilievo, come l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Tor Vergata, e il Forum Italico, contribuendo ulteriormente alla crescita e alla legittimazione del fi tness come scienza. La capacità di Adriano Borelli di anticipare le tendenze e vedere oltre l'ovvio ha reso la sua carriera imprenditoriale un modello di successo. Ha capito che il fi tness non era solo questione di forma fi sica, ma di scienza, salute e benessere generale. Ha creato un impero basato sulla conoscenza e l’innovazione, e oggi è riconosciuto come uno dei grandi nomi del settore, rispettato a livello internazionale per il suo contributo inestimabile. Adriano Borelli non è solo un imprenditore. È un uomo che ha costruito da zero un settore, divulgato idee rivoluzionarie e formato generazioni di professionisti. Adriano Borelli, un uomo forte. Fitness&sport 15

16 Fitness&sport Che sia un campo da gioco o la vita quotidiana, qualità e capacità motorie sono indispensabili per giungere alla performance sperata. Qualità sportiva e qualità della vita hanno molto in comune anche se potrebbe non sembrare.Le componenti sono le medesime, la differenza sta nell'indirizzarle verso lo scopo prefi ssato. Bisogna essere veloci per superare un avversario nel campo da calcio come anche nell'attraversare la strada, magari con delle borse in mano su un asfalto non proprio perfetto. Quindi alleniamo la velocità nello stesso modo? Per il calciatore come per il cittadino? Sì e anche no. Vi aggiungo anche la questione: la velocità e la potenza sono compiti da perseguire in età giovanile mentre in età “matura” meglio “rallentare”? Assolutamente NO. Potrà un mio coetaneo (50 e sentirli tutti) farsi una partita a calcetto con gli amici, una 10km di corsa domenicale magari in mezzo ai campi, fare le scale rapidamente perché ha fretta e sta bruciando l'arrosto che la moglie gli aveva chiesto di controllare? Io dico assolutamente sì. La capacità di essere veloce e potente, oltre che forte e tonico, come reattivo e coordinato sono una parte essenziale del bagaglio motorio. La qualità della vita necessità di queste capacità e competenze, vanno allenate sempre, si invecchia quando si rallenta e non il contrario, provare per credere. Sì ho scritto sempre, diversamente sempre! Ad ogni obiettivo la sua potenza e velocità, in relazione a scopo ed età! Sempre alla massima capacità del proprio sistema corpo, senza sopravvalutarlo ma nemmeno sottovalutarlo. Se ti alleni lentamente sarai lento! Se ti alleni lentamente perché hai paura di farti male ti capisco, ma poi a calcetto che fai, cammini? Con gli sci? Stai seduto sulla seggiovia cosi non ti fai male e guardi gli altri sciare? No, e potrei andare avanti con esempi per pagine. Il nostro corpo ci segue nelle cose che facciamo, negli stressor che affrontiamo e soprattutto il sistema neuromuscolare si adatta per accompagnarci nelle nostre avventure. Paolo Scatoli Dottore in Scienze Motorie ALLENARSI PER CONTRASTARE L’INVECCHIAMENTO, IMPARIAMO DAI PROFESSIONISTI. COME REATTIVITÀ,VELOCITÀ E POTENZA PLASMANO L'ARCO INTERO DELLA NOSTRAVITA

Allenamento Dopo tutta questa bella prosopopea arriviamo al dunque, cosa facciamo? Per prima cosa studiare! Le competenze sono una condizione necessaria: per allenare qualcosa bisogna conoscerla, saperla inserire nel contesto cliente, programmarla nelle qualità e quantità, non basta saperla fare! Facciamo un po' di chiarezza sui concetti di reattività, rapidità, accelerazione, velocità e potenza, termini utilizzati nell'ambito sportivo come nel quotidiano. Spesso usati come sinonimi hanno differenze sostanziali specifi che. C'è la velocità del saltatore olimpico che deve trasformare la componente orizzontale della sua quantità di moto in componente verticale, c'è la velocità di accelerare e decelerare nel giocare a padel con gli amici in pausa pranzo, come quella nel correre con il carrello alla cassa aperta per saltare la coda che ho fretta: è sempre diversamente velocità, in tutte le sue sotto-componenti e espressioni di potenza. Reazione (v = k x [A]m [B]n): indica la prontezza con cui un individuo è in grado di rispondere a uno stimolo esterno. Innescare rapidamente un movimento in risposta a un segnale visivo, uditivo o tattile, è strettamente legato al sistema nervoso centrale e alla capacità di elaborare rapidamente le informazioni. Rapidità (v = (s-si)/(t-ti)): eseguire un movimento nel minor tempo possibile, comprende sia la reazione, sia la capacità di eseguire un gesto motorio in modo fluido e coordinato. È influenzata sia da fattori nervosi (tempo di reazione) che da fattori muscolari (forza esplosiva). Accelerazione (am = (vf - vi)/t): è la variazione della velocità nel tempo. In termini pratici, aumentare la propria velocità nel minor tempo possibile. Strettamente legata alla potenza muscolare e alla capacità di produrre forza in modo rapido. Velocità(m/s o m*sec-1): percorrere una determinata distanza nel minor tempo possibile. Influenzata sia dalla capacità di accelerare, sia dalla capacità di mantenere alta la velocità per un certo periodo di tempo. Potenza (P = Fv): compiere un lavoro in un determinato tempo, in termini muscolari, è la capacità di produrre forza e velocità. È fondamentale per l'accelerazione, la rapidità e per eseguire movimenti esplosivi. La reattività è il primo passo, la scintilla che innesca il movimento. La rapidità è la capacità di eseguire un movimento completo nel minor tempo possibile. L'accelerazione è la capacità di aumentare la velocità. La velocità è il risultato fi nale, la distanza percorsa nel tempo più breve. La potenza è il motore che alimenta tutte queste capacità. È importante sottolineare che queste capacità sono interconnesse e si influenzano reciprocamente. Una buona reazione favorisce una maggiore rapidità, mentre una grande potenza è fondamentale per accelerare. Allenarle nel corso della vita inserendole costantemente nel lavoro fi sico è un obiettivo fondamentale per gli atleti come per chiunque desideri una vita libera. Con l'avanzare dell'età queste capacità tendono a diminuire se non vengono allenate specifi camente e vi risparmio sarcopenia, OMS e mitocondri per questo articolo. Allora perché non le alleniamo in maniera preponderante? Nello sport, il mantenimento di queste qualità è cruciale per raggiungere prestazioni di alto livello e prevenire infortuni, aumentando inoltre pesantemente la maestria sportiva. Nella vita quotidiana, queste capacità influenzano notevolmente la nostra autonomia e la qualità della vita. Una buona reattività ci permette di reagire prontamente agli imprevisti, mentre una buona velocità e potenza ci aiutano a svolgere le attività quotidiane in modo più effi ciente. Fitness&sport 17

18 Fitness&sport Allenare queste qualità induce una serie di adattamenti fi siologici a livello del sistema nervoso, muscolare ed energetico, che lavorano in sinergia per migliorare la performance atletica. Sistema Nervoso Aumento della frequenza di scarica delle unità motorie: ovvero l'insieme di una fi bra nervosa e delle fi bre muscolari da essa innervate, vengono reclutate in modo più effi cace e con maggiore frequenza. Questo permette una contrazione muscolare più potente e rapida. Miglioramento della sincronizzazione delle unità motorie: vengono attivate in modo più sincronizzato, aumentando così la forza complessiva della contrazione muscolare. Aumento della velocità di conduzione nervosa: la velocità con cui gli impulsi nervosi viaggiano aumenta, permettendo una trasmissione più rapida delle informazioni dal sistema nervoso centrale ai muscoli. Sistema Muscolare Ipertrofi a delle fi bre muscolari di tipo II: le fi bre muscolari di tipo II, quelle a contrazione rapida e responsabili della forza e della potenza, aumentano di dimensioni. Aumento della forza specifi ca: ovvero la forza prodotta da una determinata area di sezione trasversa del muscolo, aumenta grazie all'aumento della densità delle miofi brille. Miglioramento della capacità elastica del muscolo: il tessuto connettivo del muscolo diventa più elastico, permettendo una restituzione di energia più effi cace durante i movimenti esplosivi. Sistema Energetico Aumento della capacità del sistema ATP-PC: il sistema energetico utilizzato per sforzi di brevissima durata e alta intensità, diventa più effi ciente grazie all'aumento della concentrazione di ATP e fosfocreatina nelle fi bre muscolari. Aumento della capacità glicolitica: il sistema glicolitico, che utilizza il glucosio come fonte di energia, diventa più effi ciente, permettendo di sostenere sforzi di maggiore durata rispetto al sistema ATP-PC. Aumento dell'enzimaticità: gli enzimi coinvolti nei processi energetici aumentano la loro attività, rendendo più effi cienti le reazioni chimiche che producono energia. In questa direzione di lavoro particolare importanza assume il padroneggiare le abilità di accelerare e decelerare. Perché alla fi ne le variazioni di espressioni di forza nel tempo e nello spazio richiedono che queste due competenze siano particolarmente sviluppate. Non solo per migliorare le prestazioni ma anche per prevenire infortuni. E se lo abbiamo capito da anni oramai nella performance sportiva, fi guratevi nelle vita! Perché è importante imparare a accelerare e decelerare correttamente? Prevenzione degli infortuni: una tecnica scorretta può sovraccaricare articolazioni e muscoli, aumentando il rischio di distorsioni, stiramenti e altre lesioni. Miglioramento della performance: per-

mette di sfruttare al meglio la forza muscolare, migliorando la velocità massima e la capacità di cambiare direzione rapidamente. Riduzione dell'affaticamento: riduce lo stress sulle articolazioni e sui muscoli, permettendo di sostenere allenamenti più intensi e prolungati. Quali sono gli aspetti fondamentali da considerare? Fase di appoggio: la posizione del piede ad esempio, l'angolo di flessione del ginocchio e l'inclinazione del busto influenzano notevolmente la capacità di accelerare e decelerare (stesso discorso possibile per arto superiore e similare per i lanci). Coordinazione: la coordinazione tra gli arti superiori, inferiori e tronco è fondamentale per mantenere l'equilibrio e generare maggior potenza. Forza: una buona base di forza è necessaria per eseguire accelerazioni e decelerazioni in modo effi cace. Elasticità: muscolare e articolare, permette di assorbire gli impatti e di restituire energia durante il movimento. Lo sport professionistico ci offre lo spunto di riflessione e anche le metodologie di lavoro a cui fare riferimento per lavorare in modo professionale anche con chi professionista non è. Allenamento Opportunamente rimodulate in base alla maestria e alle qualità motorie, le esercitazioni possono essere similari perché la base è la medesima: la prestazione umana ottimale. Ecco che la variazione di velocità e l'utilizzo di linee di lavoro che coinvolgono catene e piani diversi entra prepotentemente in gioco, a giusto motivo, e ridimensiona un poco il lavoro mono-articolare, mono-velocità e veicolato (semplifi cato). Per introdurre variazioni di questo tipo serve la libertà di educare su piani, assi e velocità diversi, insegnando contestualmente ad accelerare e decelerare, come fanno i campioni. L'utilizzo della campana forza velocità nella sua interezza è essenziale per un lavoro completo e effi cace, ma che tipo di resistenza mi conviene usare? Quella che vuoi basta che conosci le conseguenze delle variazioni di velocità di quel mezzo. Pesi liberi: offrono una resistenza costante ma presentano un'inerzia signifi cativa, che può limitare la velocità di esecuzione e aumentare lo stress articolare. Nelle variazioni di velocità rilevanti si ha la sensazione che in alcuni punti “il peso pesi di meno e in altri di più” (semplifi cato). Elastici: garantiscono una resistenza variabile ma non sempre lineare e può essere diffi cile controllarla e misurarla. Molle: simili agli elastici, offrono una resistenza variabile ma possono essere meno confortevoli , versatili e non misurabili. Aria compressa: è altamente regolabile e rimane costante indipendentemente dalla velocità di esecuzione dell'esercizio. Ci permette di allenare specifi camente le diverse fasi del movimento, come la fase eccentrica (allungamento del muscolo) o la fase concentrica (contrazione muscolare). L'assenza di impatti e l'adattamento continuo della resistenza all'aria riducono lo stress sulle articolazioni, rendendo questo tipo di allenamento particolarmente indicato per atleti con problemi articolari o per chi desidera un allenamento a basso impatto. Può essere utilizzata per eseguire una vasta gamma di esercizi, sia di forza che di potenza, adattandosi alle esigenze di ogni singolo atleta e soprattutto può essere variata e misurata in termine di velocità e potenza in tempo reale. Ammetto di essere un po' di parte, ma la utilizzo da quasi 20 anni e mi ci trovo molto bene integrandola anche con l’uso di pesi liberi, elastici, pedane vibranti e campi magnetici. L'allenamento della reattività, della velocità e della potenza non è solo per gli atleti professionisti, è e deve essere, a mia opinione, per tutti! È un investimento per la nostra salute a lungo termine. Mantiene il nostro corpo attivo e reattivo, contrasta gli effetti dell'invecchiamento e ci offre una vita piena e autonoma. Iniziamo a integrare queste qualità nella routine di allenamento! Il nostro corpo è uno strumento meraviglioso, pronto a essere messo alla prova. Fitness&sport 19

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20 30 40 50 60 70 80 90 100 RESISTENZA 220 120 Età REATTIVITÀ 0 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Età PROPRIOCETTIVITÀ 0 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Età FLESSIBILITÀ 0 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Età FORZA Età Fonte adattata: Grimby and Saltin, clinical physiology, 1983 -Jansen, et al, Journal of appliad Physioligy, 2000 0 20 30 40 50 60 70 80 90 100 Allenati Sedentari Riduzione di autosuffi cienza FORZA MUSCOLARE: Il punto massimo si raggiunge attorno i 20/25 anni e poi inizia a ridursi in modo impercettibile. A 40 anni è molto evidente! A 70 anni si è persa circa il 50-70% riducendo l’ Effi cienza Fisica. Indicato un allenamento “VIGOROSO” con i pesi 30/40 minuti una o due volte la settimana IL CUORE è il muscolo più imortante del corpo umano. L’università di Harvard indica di portare il battito cardiaco, al 70-80% del battito massimo teorico tre volte settimana per circa 10 minuti LA PROPRIOCETTIVITÀ è la funzione che permette di mantenere l'equilibrio anche in caso di inciampo riducendo il pericolo di cadute.Suffi cienti 5-10 minuti ad allenamento LA FLESSIBILITÀ riduce lentamente, con il passare degli anni, tutti i movimenti articolari e della colonna vertebrale ! Aumenta la probabilità di mal di schiena. Utili 5-10 minuti ad allenamento LA REATTIVITÀ è correlata alla forza veloce, con il passare degli anni i movimenti si rallentano nello svolgere tutte le attività quotidiane. Consigliati 5-10 minuti ad allenamento A 65 ANNI L’EFFICIENZA FISICA È RIDOTTA IN MODO SIGNIFICATIVO A LA RIDUZIONE DELL’EFFICIENZA FISICA PORTA ALLA DEMENZA E ALLA PERDITA DELL’AUTOSUFFICIENZA L LA PALESTRA È SEMPRE PIÙ FREQUENTATA DA SENIOR SENIOR EXERCISE SPECIALIST CISE IALIST 2000 popolazione senior in crescita SENIOR SENIOR SENIOR 2010 2020 2030 SENIOR anni L’OMS CONSIGLIA DI ALLENARE LE CINQUE FUNZION PER L’EFFICIENZA PSICOFISICA .

Dario Crippa MFS ISSA Direttore Centro di valutazioni posturali ore 13-14,15 LEZIONE PRATICA Valutazioni, come mobilizzazione colonna vertebrale e articolazioni, riequilibrio tra elastina e connettivina. Misuriamo la disidratazione (BIA) nemico invisibile e migliorare la reattività neuro muscolare. Adriano Borelli Presidente ISSA Europe. Paolo Scatoli Dottore in Scienze Motorie ore 17- 17 ,30 LEZIONE Decadimento della fi bra bianca IIB esplosiva attrezzi ad aria come utilizzarli Prof.Carlo Varalda Ph.D Certifi ed Strengt & Conditioning Specialist ore 14,30 - 15,45 LEZIONE PRATICA Il recupero della forza e della potenza attraverso: Elastic Resistence Training con esercizi per tutti i gruppi muscolari. Miglioramento del Range Articolare uso del WellbackSystem per il rebalance muscolari Dr.Riccardo Borgacci Sc.M e L.D. Laureato in Scienze Motorie e in Dietistica ore 16-16,50 LEZIONE Alimentazione equilibrata, dalla ricerca scientifi ca una adeguata integrazione. Prof.Eugenio Parati Neuorofi silogo ore 17,35 18,10 LEZIONE Dalla contrazione muscolare al miglioramento delle funzioni cerebrali lattato,cellule staminali , la nuove Frontiera della attività fi sica. per riattivarle SENIOR EXERCISE SPECIALIST 32 Fitness&sport

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