Allenamento Fitness&sport 11 digiuno, anche se in modo quantomeno “equivoco”. Al digiuno intermittente è stata attribuita l’attivazione del processo di autofagia, un meccanismo di rigenerazione cellulare e anti-invecchiamento che migliora la salute complessiva dei tessuti e dell’organismo. Tuttavia, come chiaramente spiegato nello studio review del 2019 “The Effects of Calorie Restriction on Autophagy: Role on Aging Intervention” (Ki Wung Chung e Hae Young Chung), l’autofagia si innesca in risposta a un bilancio calorico negativo, ovvero al defi cit energetico, non al digiuno in sé. Signifi ca che possiamo ottenere lo stesso risultato con qualsiasi altra dieta ipocalorica, indipendentemente dall’inserimento o meno di una pausa di digiuno. Detto questo, è innegabile che, lato pratico, molte persone trovino estremamente “comodo” evitare di lavorare sulla qualità della propria dieta. Ma si tratta di una valida soluzione? Assolutamente no, perché diseducativa e, spesso, troppo estrema per essere mantenuta nel tempo. Vediamo ora ciò che dobbiamo “assolutamente sapere” in merito al digiuno intermittente. Le domande fondamentali: - Fa dimagrire? - Quanto si perde? - Fa bene o fa male? Il digiuno intermittente fa dimagrire? Solo se nel contesto di una dieta ipocalorica. Sappiamo che la riduzione del grasso corporeo è attribuibile al defi cit calorico (bilancio calorico negativo), ovvero al “consumare più di quanto si mangia”. Questo vuol dire che: se il digiuno intermittente venisse sviluppato in un contesto normocalorico, non farebbe dimagrire – in un contesto ipercalorico, potrebbe fare addirittura ingrassare. Riprendiamo, quindi, la faccenda della colazione: quante persone che non fanno colazione aumentano comunque di peso, oppure, non riescono a dimagrire? Moltissime. Questo dipende soprattutto dal fatto che, saltando la colazione, il bilancio calorico entra troppo velocemente in defi cit, innescando precocemente e intensamente i feed-back della fame, e promuovendo il discutibile meccanismo psicologico della ricerca consolatoria serale, che porta al consumo di una cena discontrollata nelle quantità e nella qualità. Quanto fa dimagrire il digiuno intermittente? L’entità del dimagrimento riferito al digiuno intermittente dipende dall’entità del taglio energetico, esattamente come per qualsiasi altra dieta ipocalorica. Sappiamo che per “smaltire” 1 chilogrammo di adipe è necessario creare un defi cit di pressappoco 7000 kcal. Un adulto sedentario, con un fabbisogno calorico di 2100 kcal / die, che imposta il digiuno intermittente saltando colazione e spuntino di metà mattina, potrebbe ottenere un calo ponderale di circa 1,6 kg al mese. Ovviamente, a patto che non modifi chi gli altri pasti. Ma ha realmente senso? La logica della nutrizione dice di no. Il digiuno intermittente fa bene o fa male? In una persona obesa di mezza età, che non presenta controindicazioni, il dimagrimento fa sempre bene, a prescindere da come lo si ottenga. Gli effetti positivi sono molteplici, da una migliore salute metabolica con moderazione del rischio cardiovascolare, al riposo del fegato, al sollievo articolare ecc. Tuttavia, come la maggior parte delle strategie dietetiche “strane”, anche il digiuno intermittente ha delle controindicazioni. Dovrebbe essere evitato da: ragazzi in accrescimento, chi è in sottopeso, diabetici, chi soffre di insuffi cienza d’organo (fegato, reni) o altre malattie, chi segue certe terapie farmacologiche (ad es. ipoglicemizzanti), anziani, soprattutto se a rischio di sarcopenia, malati di disturbi del comportamento alimentare ecc. Nelle persone adulte sane, invece, il digiuno intermittente non dovrebbe comportare un aumento del rischio per la salute. Anche se, come abbiamo detto, si tratta di un metodo diseducativo e fallimentare nel lungo termine, perché non fornisce alcuna nozione educativa per poter correggere i propri errori.
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